domenica 5 giugno 2011

i bei gusti del Bronzo




Chissà in quale momento della storia i danesi hanno cambiato i loro gusti, in fatto di abbigliamento.


Ad un certo punto deve essere successo, ora ne sono certa. La ragazza di Egtved lo dimostra.


In piena età del Bronzo, 1370 anni prima di Cristo, una ragazza di circa vent'anni indossava un bel completino di corda, ornato da una vistosa cintura con fibbia di bronzo che niente avrebbe da invidiare a quelle create dagli stilisti moderni.


Eppure, malgrado la sua mìse impeccabile, e nonostante avesse accanto a sè una tazza di betulla con succo di bacche e miele, la ragazza non doveva essere granchè felice. Dato che è stata oggetto di un sacrificio rituale.


A Egtved, infatti, si trova la sua tomba, scavata in una collinetta, e ancora si possono vedere la "bara" che la conteneva (un tronco di legno scavato", il suo vestito e le suppellettili. Davvero delle cosine di buon gusto.


Per cui ora, guardando il modo col quale si vestono le donne danesi, non posso fare a meno di chiedermi in quale momento della storia esse si sono convinte che il sintetico è spesso meglio del naturale, che le scollature larghe sono belle sempre e comunque, e che le gonne, così come le maniche, devono finire a sbuffo. Su qualunque corpo.


Povera ragazza di Egtved. Chissà cosa ne penseresti.

sabato 4 giugno 2011

Vattelappesca




Ci deve essere qualcosa che non va, ma io ancora non l'ho scoperto.




Per me, abituata a navigare lungo il Tevere col battello (ecco, quella si che è una cosa che mi manca, della mia vita precedente...) e a mostrare alle persone cumuli e cumuli di immondizia, che si riversano nel fiume dall'argine come un colorato rampicante, e a parlare del degrado delle sponde e di quanto questo sia nocivo per l'ecosistema e per noi stessi.... per me, dicevo, trovare una zona umida, qui in Danimarca, e scoprire che è quasi intatta.... è fonte di incredulità.


Dai, ragazzi, tirate fuori la magagna, ditemelo! Dov'è lo scarico abusivo, lo sversamento di olii o di altre zozzerie? Dov'è la rete per la pesca abusiva, magari di un pesce esotico illegamente introdotto in questo specchio d'acqua? Dov'è il campo coltivato, come quello che si può ammirare all'altezza dell'ansa del Tevere, proprio sotto il viadotto della Magliana (così le polveri sottili ci si depositano meglio, e gli ortaggi hanno più gusto e sono resistenti a tutto, altro che batterio killer!)?


E' vero che, formalmente, quest'acqua appartiene ancora al mare, perchè qui siamo in un posto chiamato Rands Fjord (e quindi, in quanto fiordo, è collegato al mare, anche se da un emissario piiiiiccolo piiiiiiccolo piiiiicolo), ma dalle mie parti non si farebbero scrupoli a "sperimentare" con quanta velocità si può saturare di schifezze e trasformare il colore dell'acqua da blu a marrone. Soprattutto considerato che questo angolo di paradiso non è protetto da cancelli elettrificati, cani ringhiosi, telecamere con carabina incorporata e guardiani ex ergastolani. Qui ci si arriva con cinque minuti di cammino, lungo una strada larga e comoda, dopo aver superato un gentile cartello che chiede solo di tenere al guinzaglio i cani.


Dai, non ditemi che l'unica traccia umana è quella panchina galleggiante per pescatori stanchi!

martedì 24 maggio 2011

scene da Copenhagen


Un "taxi ecologico"? Nella capitale danese c'è. Nel paese delle biciclette, che sono l'unico vero mezzo che si possa spostare nel centro cittadino, e anche poco fuori (ve lo dico per esperienza.... malgrado io sia abituata al traffico romano, non c'è verso di girare in auto per Copenhagen!!), ecco spuntare qualche intraprendente ciclista pronto ad accompagnare i turisti.





Non oso sapere a suon di quante corone. Forse quelle d'oro.


Altre due immagini tipicamente danesi, anche se non peculiari della capitale, sono il camioncino dei salsicciotti (che qui vengono chiamati "polser", anzichè wurstel, forse per via di quella latente ostilità verso i vicini di casa germanici, e quindi il furgoncino si chiama "polservogn") e il camion della Falk.


Il primo si trova praticamente in ogni piazza importante, in ogni punto strategico, e poco importa se si tratta di una città, di una cittadina o semplicemente di un paesello: il pulser c'è.


I mezzi rossi con l'aquila, simbolo della Falk, invece, sono multi-tasking. Hai bisogno di assistenza meccanica? C'è la Falk. Ti senti niente bene? Chiama la Falk. Hai problemi in casa? Puoi provare a vedere se la Falk ti dà una mano.

Solo nelle grandi città, invece, ci sono gli artisti da strada, come questo inquietante e simpatico uomo invisibile. Che riscuoteva molto più successo delle ormai troppo viste mummie dorate e del sempreverde Charlot.




sabato 14 maggio 2011

una rondine proverbiale




"Una rondine non fa primavera", si dice dalle nostre parti.

"Una rondine non fa estate", si dice qui.

In effetti, queste bestioline non potrebbero neanche pensare di arrivare qui a marzo, ancora con la neve, o ad aprile, quando tutti gli alberi sono ancora spogli e confusi dal risveglio.

Le rondini, a queste latitudini, arrivano ora, con le temperature appena appena tiepide e le giornate meno avverse.

Aguzzate la vista: nella foto c'è la coppia che è appena arrivata, oggi, e che ha provato a dare una sbirciata nella mia stanza per vedere se c'era modo di farci il nido.

Si devono sbrigare. Le vedo affannarsi, volare di qua e di là... a dispetto della pioggia che, finalmente, oggi è arrivata. In modo discreto, devo dire: non ha tolto il sole.

storie di casa mia



Questa non è una storia danese. E' una storia che, solo per un caso, sta accadendo in Danimarca. Ma vale la pena di raccontarla.


C'era una volta un seme di melone, caduto per caso in un posto ricco di acqua e povero di intrusioni: un angolo dello scolapiatti.

Il semino, sentendo arrivare gli elementi di cui aveva bisogno per nascere, ossia l'acqua ed il calore, è nato. Ovviamente, non era estremamente forte, tutt'altro, e non ce la faceva a liberarsi dell'involucro ceroso.


C'era - la stessa volta - una mano pietosa la quale, essendosi accorta di questo piccolo miracolo verde, l'ha preso e l'ha messo nella terra.


Ora questo semino sta facendo di tutto per crescere. Ha perfino messo una foglia in più. Ma di liberarsi del guscio... ancora non se ne parla.

Non vi fa tenerezza?

venerdì 13 maggio 2011

il cielo di Danimarca




Mi fa impazzire. Il cielo, in Danimarca, è uno spettacolo da guardare a bocca aperta.

Cambia con una velocità incredibile, mai visto le nuvole correre così velocemente e giocare a creare nuove forme.

Facile: senza montagne, il cielo diventa una tavolozza sulla quale ci si può sbizzarrire.

"I danesi parlano sempre del tempo", commentano i danesi stessi. Ma poi aggiungono: "è vero, perchè non sai mai come sarà".

Da qualche giorno, poi, la domanda è ancora più specifica: "ma da te ha piovuto?". E' quasi un mese che non piove. Non era mai successo, e i giardini ne risentono tanto.

Noi, un po' di meno.

giovedì 12 maggio 2011

chi va alle frontiere?



La Danimarca sta decidendo di sospendere il trattato di Schengen. Vedremo nelle prossime tre settimane cosa succederà, come riuscirà a riorganizzare le frontiere e quali conseguenze ci saranno. Per la circolazione dei beni, delle merci, delle persone e, tanto per non essere egoista, la mia.

"Troppa criminalità", dice il partito di estrema destra.

Troppa paura, credo, ed uno stile di vita ovattato che qualcuno vuole preservare a tutti i costi, evitando il più possibile di "mischiarsi" con altre culture.

Un po' come la regina rossa del Paese delle Meraviglie, che vorrebbe far tagliare la testa a tutto ciò che non sia più che perfetto... ossia che non vada come dice lei.

Sarà una buona idea, spostare forze dell'ordine alle frontiere, anzichè usarle nelle città? Oppure sarà necessario richiamare in servizio anche l'omino del semaforo?