sabato 7 maggio 2011

per andare piano




"Più di cento km l'ora, te ne rendi conto? La strada deserta, la velocità a tavoletta... è davvero un'esperienza extracorporea!"


"Avevi ragione.... è davvero un'esperienza extracorporea! Già che ci siamo: è il tuo rene o il mio?"

I danesi hanno davvero capito il concetto di "humor inglese", a quanto pare. Nero, cinico, secco.
Chissà se qui basta per andare piano.


E' strano vedere le campagne per limitare la velocità sulle strade, da queste parti. Verrebbe spontaneo pensare che non ce ne sia bisogno: qui tutti vanno piano, rispettano le regole ed i limiti di velocità, un po' perchè le regole vanno rispettate, non si discute, ed un po' perchè hanno paura (tanta, paura) delle multe, che qui sono davvero salatissime. Un esempio? Chi viene beccato a superare il limite di circa 20 km/h paga circa 300 euro.


E invece qui investono soldi ed energie per dirti "per favore, non schiantarti lungo la strada, e già che ci sei evita di mettere sotto i bambini".

Come questo cartello che si può vedere lungo una strada "a buona percorrenza" (ossia una strada extraurbana che collega due cittadine): due bambine che dicono "Questa è la nostra casa. E la tua velocità?".

Bambine impiccione.




chi non muore....

.... torna a scrivere il blog.

Dopo quasi un anno di assenza, eccomi di nuovo a raccogliere e commentare quanto di strano c'è in Danimarca.

Strano, ovviamente, nel senso di "inusuale", di insolito. Tutto quanto non troveremmo, o non funzionerebbe mai, in Italia.

E, vi assicuro, di cose strane ce ne sono ad ogni angolo. Piccoli segnali di civiltà dai quali dovremmo imparare.

lunedì 30 agosto 2010

strani incontri domenicali



E io che pensavo che scene del genere appartenessero al passato, che si vedessero solo nelle foto in bianco e nero ora trasformate in poster (ve la ricordate? Sto parlando della foto del vigile che ferma le automobili, forse negli anni Trenta...).
Invece, di domenica mattina, a Middelfart succede anche questo. Magari non si vede un'anima per strada, salvo forse qualche jogger, ma l'allegra famigliola che va starnazzando in gita si.
Davvero un mondo fantastico...

mercoledì 25 agosto 2010

antichi mercati


La Danimarca è piena, pienissima di attività, iniziative, eventi. In questa brevissima estate si sono susseguiti festival di musica, rassegne cinematografiche, letture di libri, saltimbanchi e giocolieri, rettili esotici e feste varie.
Una fiera molto particolare, e molto attesa, è stata quella di Gelsted, il "Gelsted Marked"; un "mercatino" che ha occupato "solo" 17 ettari, e al quale hanno partecipato "solo" sessantamila persone, visitatore più, visitatore meno.
Gelsted è un paese morente: quando, per risparmiare cinque minuti di viaggio (tempo effettivo, non i "cinque minuti" alla romana, tempo indeterminato, spesso molto più lungo, che si indica perlopiù quando stiamo chiedendo a qualcuno di aspettarci.... o quando dobbiamo consegnare un lavoro!) hanno tagliato il paese in due con la linea veloce della ferrovia, il paese ha subito un tracollo. Ingrid, la mia "cicerona", racconta: "Prima c'erano tantissimi negozi, quasi ogni casa ne aveva uno! Panetterie, macellerie.... ci andavo spesso! Ora? Con la ferrovia, hanno costruito una sorta di "circonvallazione", una strada che gira intorno al paese, non ci si passa più.... ed i negozi hanno dovuto chiudere. Che peccato".

Per questo un evento come quello della fiera è così importante: "Qui ci tengono davvero tanto. Un esempio? I fuochi d'artificio: gli abitanti si sono autotassati per poterli fare!"
La Danimarca non si smentisce, nella sua immagine di paese civile e attento agli aspetti importanti della vita: per arrivare alla zona della fiera è stata cambiata la circolazione, ed alcune strade sono state chiuse, ma nessuno ha protestato, anzi; in più, i soldi del biglietto del parcheggio sono stati devoluti in beneficenza!

Nella fiera c'era un po' di tutto, dai vestiti nuovi agli oggetti antichi, dai libri "a peso", anzi, "a cassa" (un libro cinque corone, ma "tutto quello che riuscite a portare, mettendolo in questo scatolone di cartone" 20 corone!!!) alle spezie, dal parrucchiere al venditore di "pulser", passando per una grande area "tivoli" (così chiamato dal grande parco di divertimenti che sta a Copenhagen) ed una piattaforma dove ballare al suono di musica dal vivo.

La sezione dedicata agli animali vivi ricorda la vera origine della fiera: nel passato si vendevano soprattutto loro, ed in particolare i cavalli. Ancora oggi sono venduti... ma solo un giorno dei quattro di mercato.

Se poi siete curiosi di leggerne di più, e di vedere le foto delle edizioni passate.... questo è il sito: http://www.gelsted-marked.dk/

Nati in casa


Fino a qualche giorno fa, c'erano due belle piante di nasturzio che vegetavano felici sul davanzalino della finestra esposta al sole.

Avevano foglie belle tondette, e piccoli fiorellini bianchi.

Poi, la trasformazione: niente più foglie, solo gli "zeppettini", inquietanti steli nudi... e bruchi, tanti bruchi verdi che ci dormicchiavano sopra satolli.

Neanche a dirlo, le piante sono finite fuori, dove i bruchi avrebbero potuto trovare la loro giusta libertà. Pensavo che tutto fosse finito, invece ieri... la sorpresa: tre bruchi erano rimasti in casa, nascosti chissà dove, tra i vasi delle altre piante del davanzale, si sono imbozzolati e sono sfarfallati.

I tre piccini sono nati a casa!!! Ieri mattina ce n'era solo uno, che aveva fissato il proprio bozzolo alla tenda e che si stava riposando dalla gran fatica lungo il battente della finestra. Il tempo era davvero brutto, grandi gocciolone di pioggia e un vento fortissimo, per cui "còre de mamma" ha deciso di farlo restare in casa per un po'.

Poi, nel primo pomeriggio, quando il tempo era decisamente migliorato, è sfarfallato anche il secondo, e subito, per istinto, si è diretto verso il sole e verso l'alto, mentre l'altro già era in cima alla finestra. "Còre de mamma" non ha resistito: malgrado il vento, ha aperto la finestra.

Via per il mondo, vivete la vostra vita... e "in bocca al lupo", ops, no.....

martedì 17 agosto 2010

il mercato dei bambini

Ve li ricordate, anni e anni fa, quando il mondo era ancora "normale", i bambini che si mettevano in qualche angoletto della strada o della piazza e vendevano le proprie cianfrusaglie, i giornaletti, i giochi?

Da quanto tempo non ne vedevo più....


Qui a Middelfart, invece, non solo li ho rivisti, ma addirittura è stato previsto un momento tutto per loro, una mattinata di "giochi e vestiti per bambini" in vendita, nel grande prato ad onde davanti al mare.


Neanche a dirlo, per i danesi ogni occasione è buona per fare un picnic, sfruttando anche la più piccola briciola di sole, quando c'è. E quindi, i bambini hanno orgogliosamente badato alle proprie "aziende" mentre i genitori orgogliosamente badavano ai bambini tra un panino e un sorso di birra.

lunedì 9 agosto 2010

cinque giorni d'estate


Solo tre mesi (... "e spicci") fa, il mondo qui intorno era bloccato, immobilizzato.... congelato.

La natura tentava faticosamente di sopravvivere, di far passare il tempo in attesa della bella stagione, che sembrava non dovesse mai arrivare.

L'aria era morta, ghiacciata, asettica, priva di odori e di suoni, catturati dalla neve.

Poi, il miracolo, quello di cui si sente sempre parlare, tanto da essere entrato nei luoghi comuni come il "risveglio della natura", ma che non si riesce ad apprezzare, alle nostre latitudini, specialmente in città. Da noi, il risveglio è gioioso ma pigro, lento, può prendersi il suo tempo, perchè sa di avere a disposizione mesi e mesi, da aprile, più o meno, a settembre o, addirittura, ottobre.


Qui in Danimarca no: bisogna sbrigarsi! A giugno era ancora freddino.... e ora, all'inizio di agosto, è freschetto di nuovo. C'è ancora il sole, di tanto in tanto, ma deve faticare a fare capolino tra le nuvole, e per riscaldare ancora un po' l'aria deve fare a cazzotti con il vento che arriva giù dritto da nord o, bene che vada, da nordovest.

Domani sarà l'ultimo giorno di vacanza, per tutti gli scolari danesi, e tra una manciata di ore (perchè sarà così che i giorni passeranno, troppo velocemente) sarà di nuovo freddo. Non è pessimismo, è realismo.

Gli animali lo sanno, le piante anche.

Bisogna sbrigarsi, fare provviste finchè è possibile, correre in cerca di cibo, accumulare energie per i tempi di magra, che saranno lunghi, lunghissimi, se l'inverno sarà come quello che è appena trascorso e che ha fatto paura a tutti.

Per questo, via a mangiare, a riprodursi, a mettere in scena l'estate, che è si breve, ma almeno regala tante ore di luce, col sole che si appoggia sull'orizzonte per qualche ora e torna su di corsa, anche lui, non c'è tempo da perdere.

Un paio di settimane fa, il merlo marcava il proprio territorio cantando nella strana alba rosata delle quattro di mattina.

Adesso, il verdone porta i propri figliolini alla mangiatoia, qui sul balcone, per aiutarli ad accumulare energie e, contemporaneamente, per insegnare loro che, c'è da sperarlo, quando le risorse scarseggeranno qui troveranno qualcosina, lasciato apposta dai "coinquilini grandi".
Da un lato, tremo all'idea che gli animali diventino troppo confidenti, e quindi sono titubante all'idea di farli abituare alla mangiatoia che ho creato per evitare di sporcare troppo (purtroppo... anche io devo fare i conti con la città intorno a me), un po' troppo innaturale; dall'altro, sono felice nel vedere che mangiatoie e posatoi sono talmente diffusi da essere venduti, insieme ai semi, in tutti i supermercati.
L'inverno, almeno per i piccoli alati, non sarà così duro.