domenica 25 luglio 2010
questa strada mia fu!
campi coltivati
sabato 24 luglio 2010
segni d'estate
Sono tornate le meduse in mare, tanto per cominciare. Devo dire che le compatisco un po', non solo perchè molte di loro vengono qui a morire, ma anche perchè mi viene da fare il confronto con quelle che fluttuano nel Tirreno, mare decisamente più caldo di questo, anche quando è freddo....
I fiori sono pieni di insetti, che si danno un gran daffare per trovare polline e altre cosine buone da mangiare. Guardando quest'ape, ad esempio, non posso fare a meno di confrontare anche il suo comportamento con quelle italiane, e decisamente cado nella trappola dell'antropizzazione. Non posso fare a meno di pensare, infatti, che la sua scrupolosità nel raccogliere il polline (tanta che mi ha permesso di farle più di una foto, a me che in genere sono pronta a scattare quando l'esplorazione è bella e finita) sia tipicamente "nordica", e sorrido immaginando le api italiane, specialmente quelle del sud, che se la prendono comoda, vanno piano perchè "il sole batte troppo forte, ed è troppo caldo per lavorare velocemente"!
Un altro segno d'estate? Senza dubbio, la grande abbondanza che si trova sui carretti e le bancarelle delle fattorie lungo la strada. Ora, ad esempio, ci sono piselli, patate, cetrioli e, per mia grande gioia, le ciliegie "morelle", grandi, scure, buonissime!!! Ehm.... quando sono davanti ad un cestino di quelle... mi sento tanto come l'ape di prima, non smetto finchè non sono tutte finite!
giovedì 22 luglio 2010
ma che bel castello

mercoledì 21 luglio 2010
mangiare, che problema!


martedì 20 luglio 2010
le notti (quasi) bianche




mercato medievale

Aarhus (cittadina a metà della penisola dello Jylland), quindici di luglio: come ogni anno, si è aperto il mercato medievale.
Gente in costume, rappresentazioni, prodotti artigianali.... una vera pacchia per gli occhi. Un po' meno per le tasche, se non ci si sa contenere... ed io non lo seppi, parafrasando Totò.
Meno male che il mio spirito profondamente animalista mi ha
permesso di escludere la metà dei prodotti in vendita, ossia le pellicce, anzi, le pelli con annesse pellicce (poco importa se di pecora e montone). Lo so che ai tempi dei vichinghi quelle pelli erano essenziali, e che per riprodurre fedelmente quell'epoca è necessario esporle, ma non chiedetemi di acquistarle o di condividerle.
Lo stesso dico per le armi e le armature: le ho guardate con interesse e col sorriso, ma non mi è venuto in mente neanche per un istante di portarmene a casa una.
Piuttosto, sono rimasta affascinata a guardare l'uomo che le produce, e che stava seduto di fronte al suo stand, pardon, alla sua tenda, ad affilare le lame. Altro che mestiere d'altri tempi....
Altrettanto affascinata, anzi, devo dire proprio con un sorrisetto ebete da bambina in gita, ho
assistito
ai combattimenti tra cavalieri templari. Ovvio, a pensarci su un momento, non era altro che un "wrestling" ante-litteram,
gli scudi erano di cartone e resina, per fare il massimo rumore possibile (impressionante, devo dire...), e gli scontri erano coreografie ben studiate, provate e riprovate (anche se la stanchezza sui volti dei cavalieri, alla fine, secondo me tutto era meno che falsa...), ma lo spettacolo calamitava l'attenzione, a prescindere dall'età.
Certo, poi c'è chi, come questo giovane scudiero a destra, fa un po' confusione coi supereroi....

