martedì 17 agosto 2010

il mercato dei bambini

Ve li ricordate, anni e anni fa, quando il mondo era ancora "normale", i bambini che si mettevano in qualche angoletto della strada o della piazza e vendevano le proprie cianfrusaglie, i giornaletti, i giochi?

Da quanto tempo non ne vedevo più....


Qui a Middelfart, invece, non solo li ho rivisti, ma addirittura è stato previsto un momento tutto per loro, una mattinata di "giochi e vestiti per bambini" in vendita, nel grande prato ad onde davanti al mare.


Neanche a dirlo, per i danesi ogni occasione è buona per fare un picnic, sfruttando anche la più piccola briciola di sole, quando c'è. E quindi, i bambini hanno orgogliosamente badato alle proprie "aziende" mentre i genitori orgogliosamente badavano ai bambini tra un panino e un sorso di birra.

lunedì 9 agosto 2010

cinque giorni d'estate


Solo tre mesi (... "e spicci") fa, il mondo qui intorno era bloccato, immobilizzato.... congelato.

La natura tentava faticosamente di sopravvivere, di far passare il tempo in attesa della bella stagione, che sembrava non dovesse mai arrivare.

L'aria era morta, ghiacciata, asettica, priva di odori e di suoni, catturati dalla neve.

Poi, il miracolo, quello di cui si sente sempre parlare, tanto da essere entrato nei luoghi comuni come il "risveglio della natura", ma che non si riesce ad apprezzare, alle nostre latitudini, specialmente in città. Da noi, il risveglio è gioioso ma pigro, lento, può prendersi il suo tempo, perchè sa di avere a disposizione mesi e mesi, da aprile, più o meno, a settembre o, addirittura, ottobre.


Qui in Danimarca no: bisogna sbrigarsi! A giugno era ancora freddino.... e ora, all'inizio di agosto, è freschetto di nuovo. C'è ancora il sole, di tanto in tanto, ma deve faticare a fare capolino tra le nuvole, e per riscaldare ancora un po' l'aria deve fare a cazzotti con il vento che arriva giù dritto da nord o, bene che vada, da nordovest.

Domani sarà l'ultimo giorno di vacanza, per tutti gli scolari danesi, e tra una manciata di ore (perchè sarà così che i giorni passeranno, troppo velocemente) sarà di nuovo freddo. Non è pessimismo, è realismo.

Gli animali lo sanno, le piante anche.

Bisogna sbrigarsi, fare provviste finchè è possibile, correre in cerca di cibo, accumulare energie per i tempi di magra, che saranno lunghi, lunghissimi, se l'inverno sarà come quello che è appena trascorso e che ha fatto paura a tutti.

Per questo, via a mangiare, a riprodursi, a mettere in scena l'estate, che è si breve, ma almeno regala tante ore di luce, col sole che si appoggia sull'orizzonte per qualche ora e torna su di corsa, anche lui, non c'è tempo da perdere.

Un paio di settimane fa, il merlo marcava il proprio territorio cantando nella strana alba rosata delle quattro di mattina.

Adesso, il verdone porta i propri figliolini alla mangiatoia, qui sul balcone, per aiutarli ad accumulare energie e, contemporaneamente, per insegnare loro che, c'è da sperarlo, quando le risorse scarseggeranno qui troveranno qualcosina, lasciato apposta dai "coinquilini grandi".
Da un lato, tremo all'idea che gli animali diventino troppo confidenti, e quindi sono titubante all'idea di farli abituare alla mangiatoia che ho creato per evitare di sporcare troppo (purtroppo... anche io devo fare i conti con la città intorno a me), un po' troppo innaturale; dall'altro, sono felice nel vedere che mangiatoie e posatoi sono talmente diffusi da essere venduti, insieme ai semi, in tutti i supermercati.
L'inverno, almeno per i piccoli alati, non sarà così duro.

giovedì 5 agosto 2010

Rosso di sera....

Queste immagini non hanno molto da essere commentate. Di fatto, è "solo" un tramonto. Ma è un tramonto bellissimo, e merita di essere ricordato.
Da un po' di giorni, di mattina c'è il sole, il pomeriggio piove a dirotto, con tuoni e fulmini... e la sera il giorno si chiude in questo modo, come se volesse chiedere scusa della furia delle ore precedenti.
Decisamente, il sole ha trovato un bellissimo modo per congedarsi.


lunedì 2 agosto 2010

veteràn....


Sembra paradossale. In una nazione dove piove e fa freddo per la maggior parte del tempo, si potrebbe pensare che gli hobbies preferiti siano quelli che possono essere svolti dentro casa. Che so, il bricolage, le navi in bottiglia, la cura dei gatti... insomma, tutte cose che si possono fare davanti ad un bel caminetto acceso (e a qualche candela, tanto per gradire, visto che qui le apprezzano così tanto).

E invece no. I danesi vanno pazzi per i motori, a prescindere dal numero di ruote.

Ogni domenica si vedono frotte di motociclisti fermarsi a mangiare al "grill del bosco", e domenica scorsa, primo agosto, c'era anche il raduno delle auto d'epoca.

Bello scoprire che cambiano le latitudini, cambiano le marche... ma il comportamento degli appassionati è sempre lo stesso.

Quando arriva un'auto "nuova" (le virgolette sono d'obbligo...), tutti si girano a guardarla con interesse e curiosità - e spesso anche con ammirazione, a prescindere dalla bellezza della propria auto - e ogni occasione è buona per chiacchierare accanto ai cofani alzati, agli sportelli aperti... insomma, per parlare di loro, delle auto d'epoca. Scambiarsi suggerimenti, dritte sui rivenditori dei pezzi di ricambio, novità dell'antiquariato.

Per i "locali" forse non fa così effetto, ma avere una casa antica, col tetto di paglia, sullo sfondo... dal mio punto di vista completa il quadro romantico.

venerdì 30 luglio 2010

mito italia


Ve l'ho già detto. Venite in Danimarca, e dite che siete italiani: vi vedrete trattare da principi (da regine, quello, no... loro la regina ce l'hanno davvero, e la amano moltissimo, non tratterebbero nessuno allo stesso modo!
Se vi sentono parlare italiano - e, state tranquilli, vi riconosceranno subito, perchè non c'è danese che non conosca almeno un paio di parole del belpaese, fossero anche "buonasera signorina" oppure "io parlo italiano", per non parlare di quanti addirittura l'italiano lo studiano - vi sorrideranno, e vi racconteranno dei posti bellissimi che hanno visitato (peccato che, per la maggior parte, si tratti solo di località toscane.... assolutamente meritevoli, ma affiancabili da innumerevoli altri luoghi splendidi, ma molti danesi sembrano non saperlo ancora).
Qui l'Italia è nel cuore di tutti, e non solo - anche se soprattutto - per il clima ed il cibo. Facile, se si deve promozionare un prodotto, associargli l'idea di "italiano". Tanto per fare un esempio: la catena di fast-food Sunset Boulevard ha, per quest'estate, creato il panino esotico... col gusto italiano (peccato, però, che tra gli ingredienti ci fossero avocado, chili ed altre primizie tropicali! Il cuoco sarà stato anche bravo, ma da bocciare, in geografia!).
Ieri c'è stata la "notte bianca dall'atmosfera italiana". Negozi aperti fino alle dieci (normalmente, dal lunedi al venerdi chiudono tutti alle cinque e mezza, tranne i supermercati, che restano aperti fino alle otto... mentre il sabato all'una è già tutto irrimediabilmente chiuso), "colori italiani" (ossia.. ogni negozio ha esposto delle bandierine italiane in vetrina) e musica nostrana. Da queste parti ancora cantano "sarà perchè ti amo" dei Ricchi e Poveri, l'ho sentita anche l'altra notte provenire dal karaoke di fronte casa.... ma ieri l'hanno "svecchiata" associandola a canzoni come Marina, Tu sei l'unica donna per me e L'Italiano....
Meno male che gli aerei low-cost che partono da Billund in direzione Italia sono sempre pieni, e quindi sono in molti a rendersi conto che - peccato o per fortuna - non siamo rimasti agli anni Settanta!

piccolo ma grintoso



Che Middelfart abbia un porto, quasi non si vede. Più che altro, sembra una lunga banchina, un attracco fluviale. Chiaro: in Italia, i porti marittimi sono quasi sempre all'interno di un golfo, o comunque devono avere muraglioni che li riparino dalle onde e dalle mareggiate.

Qui, sul lillebaelt, la situazione è diversa. Si, di tanto in tanto arrivano un po' di onde, ma mai cavalloni spumosi in grado di distruggere imbarcazioni. Per cui, non è necessario proteggere un bel niente.


Ecco, quindi, che ad un occhio "italiano" l'attracco di Middelfart sembra quasi inesistente.... ad eccezione di momenti come lunedi scorso, quando una serie di imbarcazioni d'epoca vi si sono ormeggiate.


Vi ricordate la storia degli abitanti di quel paese, sperduto e isolato, che si riunivano tutti ad una certa ora per veder passare il treno, perchè era un evento? Qui, in un certo senso, è accaduto lo stesso.

Erano tutti in fibrillazione, tutto il paese si è riversato al porto (attratto, forse, anche dall'odore dei pulser e dallo scrosciare della birra, c'è da dirlo) per guardare questi scafi, comunque bellissimi e suggestivi.


Bisogna dare atto al comune di Middelfart: riesce a creare un calendario di eventi di gran successo, diversi tra loro (anche se... secondo me.. l'omino che a dicembre era travestito da Babbo Natale è lo stesso che, l'altro giorno, suonava alla fiera estiva!). In questo caso, la banchina era piena di stand, soprattutto alimentari (birra, carne alla brace e noccioline zuccherate e tostate.... e si possono far felici in molti, parola...) ma non solo.

Le navi si sono fermate un solo pomeriggio; la mattina dopo sono ripartite tutte, per proseguire il giro della Danimarca (a bordo, ci sono ragazzi e ragazze che hanno pagato per una crociera di quindici giorni...). Vederle scomparire all'orizzonte, tutte insieme, è stato davvero suggestivo: sembrava quasi di assistere alla partenza delle navi per le crociate, o per qualche altra epica quanto drammatica spedizione....



conserva la scuola!




Bella caciara, l'unione tra più comuni.
C'era una volta un insieme di piccoli comuni che girava tutt'intorno a Middelfart.
Ognuno regolava come meglio voleva la raccolta differenziata e i servizi ai cittadini, scuola compresa.

Poi, un bel giorno, qualcuno ha deciso di unirli tutti, accorpandoli a Middelfart. Una decisione verso il risparmio, si potrebbe pensare.

Forse.

Fatto sta, però, che da quando c'è il "grande comune", la raccolta differenziata non è più così efficiente come lo era prima, anzi, per molti materiali non viene più fatta (per buttare un pezzo di metallo, ad esempio, ho dovuto fare chilometri e chilometri, e solo perchè per un caso ho visto un secchio dedicato, per non parlare delle pile scariche, che ancora non ho trovato dove vadano) e la situazione della scuola è critica.

Molte scuole, quelle degli ex piccoli comuni, sono a rischio di chiusura. Per questo sono "fioriti" cartelli, striscioni e adesivi su moltissime macchine.

Lo confesso: all'inizio, mi sono trovata a pensare: "sono pochi chilometri in più, dieci o quindici, per portare i propri figli a scuola: in una strada senza traffico non sono nulla!".

Poi però ci ho ragionato.

Innanzitutto, anche ipotizzando che il genitore preposto abbia tutto il tempo a disposizione e non debba poi correre al lavoro, dieci chilometri sotto la neve non sono uno scherzo. E qui la neve c'è per mesi e mesi.

In più, qui moltissime persone preferiscono la bicicletta alla macchina, anche d'inverno. I bambini sono abituatissimi ad andare in bici, col loro bel caschetto colorato, e non si lamentano. Ma dieci chilometri sono sempre dieci chilometri.

Per cui.... dico anche io: "conserva la scuola!!"